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Presentazione: storia e missione

Radici

La presenza di studi medici a Parma avrebbe una data di inizio documentata: risale al 1180 il trattato "Cirurgia" di Rogerio Frugardo o Fulgardo Parmensis. Tale trattato, in seguito commentato e corretto dal suo allievo Rolando de’ Cappelluti Parmensis, docente a Bologna, fanno presagire che Parma fosse sede di studi medici di una certa importanza.

(Le informazioni sulla disputa che vuole Rogerio Salernitanensis, cioè operante presso la Scuola Salernitana e non a Parma, sono riportate nel volume "800 anni per la Salute: Figure, luoghi e momenti di vita medica a Parma, Silva Editore, Parma, 2003")

 

Principi fondanti

Il Dipartimento si ispira ad un sistema coerente con le Standards and Guidelines for Quality Assurance in the European Higher Education Area. Sulla base delle norme e delle linee guida europee, l’ANVUR ha sviluppato il sistema AVA (Autovalutazione, Valutazione e Accreditamento), punto di riferimento per la politica della qualità elaborata dalle università italiane. Il Dipartimento dovrà inoltre ispirarsi ad alcuni principi condivisi:

1.      Riconoscimento del merito: la disponibilità di svariati strumenti bibliometrici facilita il riconoscimento del merito scientifico, ma si stanno sperimentando anche sistemi di valutazione dell’attività didattica e strumenti di rilevazione che consentono di esaminare l’integrazione di ciascuno nella comunità accademica di cui fa parte, la sua partecipazione alla vita del Dipartimento, il rispetto per i colleghi e il senso di appartenenza all’istituzione. La direzione del Dipartimento dovrà essere un punto di riferimento per i più giovani, che ancora desiderano intraprendere la carriera accademica, diffondendo la cultura della valutazione, concepita come un mezzo per il continuo miglioramento. Reclutamento e progressioni di carriera dovranno soddisfare le ambizioni dei singoli, compatibilmente con le risorse disponibili e le esigenze oggettive esplicitate nelle linee guida di Ateneo.

2.      Valorizzazione delle potenzialità del Dipartimento: in un contesto competitivo, la distribuzione delle risorse deve riflettere il contributo alla loro acquisizione ed il peso effettivo in Ateneo; in funzione di qualunque parametro utilizzato (numero di studenti, numero di docenti, CFU erogati, fondi di ricerca acquisiti) il Dipartimento rappresenta comunque il 25-30% dell’Ateneo. Alle funzioni comuni agli altri dipartimenti universitari, vanno aggiunti i servizi alla cittadinanza, con particolare riferimento alla qualità ed alla quantità delle prestazioni assistenziali erogate, che qualificano come “universitario” l’ospedale cittadino e conferiscono un valore aggiunto difficile da quantificare, ma molto importante, al contributo che lo stesso Ateneo dà all’economia ed alla qualità della vita dell’intera città. 

3.      Valorizzazione delle competenze professionali: le specificità universitarie devono essere difese da ingerenze tese a comprometterne le caratteristiche, allorché si rendessero incompatibili con la funzione principale dell’Università: l’attività assistenziale deve essere coerente ed integrata con quella scientifica e didattica, potendo peraltro trarne giovamento in termini di qualità ed aggiornamento. Il principio dell’inscindibilità di queste tre attività deve essere applicato costantemente, rispondendo quindi a precise logiche istituzionali, oltre che ad ineludibili norme di legge. In una squadra che funzioni, poi, ciascuno deve essere impiegato nel ruolo più adatto alle sue capacità e, al tempo stesso, trovare un ambiente disposto ad accoglierlo e valorizzarlo per ciò che può dare.

4.      Uso razionale delle risorse: pur riconoscendo le giuste ambizioni di ciascuno e le legittime aspirazioni a disporre di spazi, personale e strumenti, saranno favoriti progetti e modelli organizzativi che puntino a razionalizzare l’uso delle risorse, evitando inutili duplicazioni, che possono costituire non solo uno spreco, ma addirittura impedire l’economia di scala necessaria a garantire la qualità delle prestazioni di qualunque laboratorio o struttura.

5.       Trasparenza delle scelte: la consapevolezza del numero e della complessità delle decisioni da prendere per la gestione del costituendo Dipartimento di Medicina e Chirurgia impone il coinvolgimento di chiunque si metta a disposizione non solo per la gestione degli affari correnti, ma anche per progettare ed implementare iniziative che facciano crescere la competitività del dipartimento in tutti i contesti (locale, regionale, nazionale ed internazionale). La Direzione del Dipartimento dovrà condividere con chi sarà di volta in volta coinvolto le decisioni e le proposte da portare in sede deliberante: il Direttore ed i suoi Delegati offriranno la massima disponibilità ad essere sempre raggiungibili per sentire le ragioni di tutti, garantendo equilibrio ed equità, nel rispetto delle norme e della prassi istituzionale. È interesse di tutti rispettare rigorosamente le regole, come elemento di garanzia per l’intera comunità, che sarà comunque informata e messa in condizione di discutere e condividere le scelte effettuate.

 

Mission

Il Dipartimento di Medicina e Chirurgia, attivato dal 1°gennaio 2017, ha le seguenti finalità:

a)  favorire, nel rispetto dell’autonomia di ogni docente, una ricerca interdisciplinare capace di aggregare le potenzialità scientifiche dei singoli gruppi di ricerca d iarea biologica e medica ed aperta alle possibili interazioni con altri settori scientifico-disciplinari presenti in altri Ateneo;

b) sviluppare e sostenere le attività didattiche dei percorsi formativi dei corsi di Laurea Magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia ed in Odontoiatria e Protesi dentaria e dei corsi di Laurea triennali e Magistrali delle Professioni Sanitarie, delle Scuole di Specializzazione e Dottorati di Ricerca e di tutte le attività formative che insistono nell’ambito dell’area medica;

c) consolidare l’internazionalizzazione del Dipartimento mediante il rafforzamento delle partnership esistenti e la ricerca di nuove, agevolando e promuovendo una rete internazionale di formazione e ricerca;

d) garantire l’inscindibilità di assistenza, didattica e ricerca nei rapporti col S.S.N. e favorire le relazioni con altre strutture di ricerca, il mondo imprenditoriale e altri enti.

e) assicurare la qualità della didattica,della ricerca e delle attività di terza missione, i tre pilastri su cui regge il sistema di  assicurazione della qualità dell’Università, ispirandosi alle politi che di Ateneo e rispondendo agli indirizzi del Presidio della Qualità di Ateneo e a quanto da esso richiesto.

 

Assicurazione della qualità della didattica

La qualità dell’offerta didattica è il principale obiettivo del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, i cui Corsi di Studio (CdS) devono rispondere alle aspirazioni degli studenti, nell’ambito di un sistema di assicurazione della qualità coerente con i requisiti stabilitia livello nazionale. In particolare, il Dipartimento di Medicina e Chirurgia considera fondamentali per la qualità della didattica:

a)     la centralità dello studente;

b)     l'orientamento in entrata, favorendo scelte vocazionali al termine delle scuole secondarie;

c)     la dimensione internazionale della didattica;

d)     la valutazione periodica dei risultati di apprendimento utilizzando i descrittori di Dublino;

e)     il monitoraggio dell’offerta formativa, della qualità della didattica e dei servizi agli studenti, grazie all’impegno della   Commissione Paritetica docenti-studenti nella valutazione dei risultati e nella formulazione di pareri su attivazione e disattivazione di Corsi di Studio;

f)    il monitoraggio delle carriere degli studenti per introdurre azioni utili alla riduzione della dispersione e degli abbandoni;

g)   l’assicurazione del diritto allo studio e di politiche innovative orientate al suo sostegno;

h)   l’opportunità di periodi di studio all’estero in strutture di alta qualificazione istituzionale;

i)    l’impegno nell’implementazione di programmi di formazione universitaria di terzo livello, mediante la costruzione di percorsi di dottorato di alta qualificazione, di Master Universitari, di Scuole di Specializzazione che consentano l’immediato inserimento nel mondo del lavoro di professionisti altamente qualificati

Il Dipartimento di Medicina e Chirurgia formalizza nelle SUA-CdS, su proposta dei Corsi di Studio, la definizione degli obiettivi formativi e le strategie didattiche per la loro realizzazione, traducendoli in indicatori misurabili nei confronti della domanda di formazione e delle esigenze del mondo del lavoro e delle professioni. Il Dipartimento di Medicina e Chirurgia attua ilSistema AVA proposto dall’ANVUR (Valutazione della Qualità dei CdS: requisito AQ5
http://www.anvur.org/attachments/article/26/3.convenzionali-IndicazionioperativeperleCEV.pdf
).
Il Dipartimento di Medicina e Chirurgia indirizza l’azione amministrativa, individuando specifici obiettivi di performance per il personale tecnico-amministrativo, nonché figure dedicate all’attuazione del sistema AVA.

 

Assicurazione delle qualità delle attività di terza missione

Le attività di terza missione istituzionale del Dipartimento possono essere suddivise in:

a) attività di assistenza convenzionata col Servizio Sanitario Regionale o con altre istituzioni del sistema sanitario nazionale;

b)   manifestazioni ed attività di disseminazione della cultura;

c)   ricerca e sviluppo su commessa per il prevalente interesse di terzi;

d)   acquisizione, gestione e negoziazione di brevetti;

e)   promozione e creazione d’impresa dai risultati della ricerca (Spin-off).

Il Dipartimento di Medicina e Chirurgia formalizza nella SUA-RD gli obiettivi strategici per la ricerca e il trasferimento tecnologico traducendoli in indicatori misurabili. Il Dipartimento indirizza l’azione amministrativa a suddette finalità, anche individuando specifici obiettivi di performance per il personale tecnico-amministrativo, nonché specifiche figure dedicate.

Le Unità dipartimentali

Le quattro Unità dipartimentali sono costituite in base alle aree culturali di riferimento dei dipartimenti soppressi per dar vita al Dipartimento di Medicina e Chirurgia:Medicina Clinica e Sperimentale, Neuroscienze, Scienze Biomediche, Biotecnologiche e Traslazionali - S.Bi.Bi.T. e Scienze Chirurgiche.

 

Unità di Medicina Clinica e Sperimentale

Gran parte delle attività di questa Unità si svolge in ambito ospedaliero e nei primi due edifici (10.01 e 10.02) del Viale universitario, nonché nell’edificio che ospita la biblioteca “Ottaviani” del Dipartimento (10.06).

SSD di competenza

MED/01, MED/06, MED/08, MED/09, MED/10, MED/11, MED/12, MED/13, MED/14, MED/15, MED/17, MED/31, MED/32, MED/38, MED/44, MED/49, MED/50, M-PSI/02.

 SSD di competenza dell’Unità di  Neuroscienze

Questa Unità ha sede prevalente nel Complesso Biotecnologico Integrato di Via Volturno (palazzine B, E ed F) con una componente minore nel contesto ospedaliero (Neurologia e Neuropsichiatria infantile).

FIS/07, BIO/09,BIO/13,BIO/14, MED/25, MED/26, MED/39, M-PSI/01, M-PSI/02, M-PSI/03,M-PSI/04,M-PSI/07,M-PSI/08.

 SSD di competenza dell’Unità di Scienze Biomediche, Biotecnologiche e Traslazionali-S.Bi.Bi.T.

Questa Unità ha sede prevalente nel Complesso Biotecnologico Integrato di Via Volturno (palazzine A, B, C, D) e nel Viale Universitario (Centro Universitario di Odontoriatria, Anatomia Umana Normale, Medicina Legale e Anatomia Patologica – 10.03, 10,04 e 10,07).

BIO/10,BIO/11,BIO/13,BIO/16,BIO/17,BIO/19,MED/03, MED/04, MED/05, MED/07, MED/08, MED/28, MED/29, MED/30, MED/31, MED/32, MED/34, MED/42, MED/43, M-EDF/01, M-EDF/02.

 

SSD di competenza dell’Unità di Scienze Chirurgiche

Questa Unità ha sede esclusivamente in ambito ospedaliero.

MED/18, MED/19,MED/21, MED/22, MED/23, MED/33, MED/36, MED/40, MED/41.

 

Pubblicato Venerdì, 5 Aprile, 2013 - 12:47 | ultima modifica Lunedì, 4 Settembre, 2017 - 14:49